BasilicataPost.it SCRITTI RAMINGHI DI LUCANI ERRANTI Tue, 23 Jul 2019 06:03:14 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.6 Contro la Basilicata dei campanili /basilicata-senza-campanili/ Tue, 23 Jul 2019 04:22:17 +0000 /?p=5786 Ha ragione Dario Di Vico quando sul Corriere Imprese Nordest scrive: «Dobbiamo fare un passo in avanti nella riflessione sul cosiddetto campanile». Serve rivedere i tratti del localismo che sta assumendo un perimetro nuovo. Perché “i flussi comandano sui luoghi”. La mobilità di persone, prodotti e dati è infatti oggi determinante per incrociare sviluppo economico […]

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Ha ragione Dario Di Vico quando sul Corriere Imprese Nordest scrive: «Dobbiamo fare un passo in avanti nella riflessione sul cosiddetto campanile». Serve rivedere i tratti del localismo che sta assumendo un perimetro nuovo. Perché “i flussi comandano sui luoghi”. La mobilità di persone, prodotti e dati è infatti oggi determinante per incrociare sviluppo economico e progresso sociale.

E infatti cambiano i distretti industriali ormai guidati da imprese leader a capo della catena produttiva. Cambia il modello di interazione lungo le filiere: maglie strette e condivisione dei piani strategici per aumentare flessibilità, capacità innovativa e tempi di reazione. E cambia anche il territorio e i suoi protagonisti che non possono più limitarsi ad accompagnare, ma devono anch’essi portarsi sulla frontiera. E spingere.

Ma se nel Nord-est questo significa riconfigurare lo storico e virtuoso rapporto tra società ed economia, a Sud si tratta di costruirlo. E non è impresa facile. In un mercato globale che cambia ogni giorno, imprese, istituzioni e comunità devono lavorare insieme per diventare anche produttori, non solo consumatori. Per proporsi in maniera unica e riconoscibile e non finire ai margini. Ma gli attriti sono tanti e vincono ancora facile sui flussi.

Prendiamo la Basilicata: 567.000 abitanti in continuo calo (-2.400 residenti nel 2018) spalmati su ­131 comuni che si polarizzano in altrettanti campanili. Numeri piccoli gestiti con logiche “localistiche” quindi con interventi messi in campo per e da singoli comuni, territori e gruppi d’interesse. Poca la voglia di stare e pensare insieme. In particolare tra Potenza e Matera. Due province, due emisferi che a completarsi non ci provano neanche. Così, nonostante un tessuto industriale ridotto, la Basilicata mantiene due Consorzi Industriali, fa sviluppo con due soggetti simili (T3 e Sviluppo Basilicata) e non riesce a far partire due ITS.

E’ questa dunque la grande sfida del nuovo Presidente della Regione Bardi. Provare a disegnare un modello unico e coordinato di sviluppo in armonia con le specificità territoriali e, al contempo, ricucire una comunità che da sempre è stata voluta e tenuta divisa. In caso contrario, a rischio è il senso e quindi il futuro stesso della Regione Basilicata.

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Le giornate lucane del “caudillo” Passarella. Il campione del mondo argentino a Moliterno alla ricerca delle sue origini /le-giornate-lucane-del-caudillo-passarella-il-campione-del-mondo-argentino-a-moliterno-alla-ricerca-delle-sue-origini/ Wed, 26 Jun 2019 10:27:02 +0000 /?p=5773 Daniel Passarella ha origini lucane. E in questi giorni è in Basilicata, a Moliterno, per completare le ricerche sulle sue origini e avviare le pratiche per il riconoscimento della cittadinanza italiana. L’unico calciatore argentino ad aver vinto due Mondiali, baluardo difensivo della Fiorentina dei primi anni ’80, leader indiscusso in campo e fuori – quel […]

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Daniel Passarella ha origini lucane. E in questi giorni è in Basilicata, a Moliterno, per completare le ricerche sulle sue origini e avviare le pratiche per il riconoscimento della cittadinanza italiana. L’unico calciatore argentino ad aver vinto due Mondiali, baluardo difensivo della Fiorentina dei primi anni ’80, leader indiscusso in campo e fuori – quel soprannome ‘el caudillo’ la dice lunga sulle sue doti carismatiche – con un palmarés da far girare la testa, Daniel Passarella è arrivato ieri sera a Moliterno dove si fermerà qualche giorno per conoscere i luoghi da cui partirono, con molta probabilità all’inizio del secolo scorso, i suoi nonni. Destinazione Chacabuco, città a 200 chilometri da Buenos Aires. Domingo Passarella è il capostipite della famiglia, mentre Daniel è il figlio di suo figlio Uberto Vicente.
In mattinata è stato accolto in municipio dal Sindaco Giuseppe Tancredi e dal vice sindaco Raffaele Acquafredda, che stanno già pensando a insignirlo della cittadinanza onoraria di Moliterno.

“Sono contento di essere qui, per ora abbiamo portato i nostri documenti dall’Argentina, speriamo di ottenere presto il passaporto” le sue prime parole. Con una promessa: “Torneremo senz’altro prossimamente, anche perché la mia nipotina Victoria vuole visitare l’Italia e ha espresso chiaramente il desiderio di conoscere i posti in cui affondano le nostre origini”.

Daniel Passarella è in visita con sua moglie Graziella e con un amico. Sono in arrivo da Firenze, dove ben informati dicono sia stato per prendere contatti con la nuova dirigenza della Viola guidata dall’italo-americano Rocco Comisso, che avrebbero pensato a lui come uomo immagine della Fiorentina del mondo, qualora la trattativa in corso con Batistuta non dovesse avere esito positivo: “In realtà ci siamo incontrati per caso in un ristorante gestito da alcuni miei amici di Firenze – afferma prudente – Al momento non c’è nulla di concreto”.

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Il voto del ballottaggio a Potenza, quartiere per quartiere /il-voto-del-ballottaggio-a-potenza-quartiere-per-quartiere/ Mon, 10 Jun 2019 22:39:49 +0000 /?p=5763 Ci sono volute circa due ore e diverse verifiche incrociate tra seggi e sito del ministero per arrivare, praticamente a notte inoltrata, a definire come chiuso il ballottaggio della città di Potenza. Mario Guarente, alla guida della coalizione di centrodestra a trazione leghista, diventa sindaco contro Valerio Tramutoli, riferimento di un’area civica improntata a sinistra, […]

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Ci sono volute circa due ore e diverse verifiche incrociate tra seggi e sito del ministero per arrivare, praticamente a notte inoltrata, a definire come chiuso il ballottaggio della città di Potenza.

Mario Guarente, alla guida della coalizione di centrodestra a trazione leghista, diventa sindaco contro Valerio Tramutoli, riferimento di un’area civica improntata a sinistra, con soli 200 voti di vantaggio, tradotti in meno dell’1% di scarto.

Questo il riepilogo:

  • Mario Guarente 16.248 voti (50,31%) | Valerio Tramutoli 16.048 voti (49,69%).
  • elettori: 57.914 | votanti: 32.804 (56,64%) | schede nulle: 376 – bianche: 127 – contestate: 5

Nonostante lo scarto molto limitato, che suggerisce di primo acchito un voto sostanzialmente omogeneo, la rappresentazione plastica della città divisa da un voto fortemente politico, emerge netta anche nello sguardo al dato elettorale distribuito tra i vari quartieri.

Tramutoli si impone nel centro storico e in quell’area molto ampia della città che abbraccia i quartieri a ridosso del cuore cittadino, come rione Italia e zona Castello, ma è avanti anche nei rioni più estesi (Macchia Romana, Risorgimento, Poggio Tre Galli), quelli in cui la popolazione è molto variegata, ma pur sempre identificabile con un ceto medio composto da impiegati, operai, insegnanti, piccoli liberi professionisti.

La differenza per Guarente è tutta da registrare nelle contrade, le aree periferiche in cui la distanza dalla città non sembra soltanto una questione di chilometri – tanti – in linea d’aria.

Dopo l’analisi “quartiere per quartiere” fatta sul voto delle comunali di Potenza a partire dagli esiti del primo turno, ecco l’infografica interattiva relativa ai risultati del ballottaggio.

Poiché alcune sezioni posizionate in aree urbane ospitano i votanti provenienti dalle contrade o dalla periferia estrema della città, i dati dei quartieri sono stati aggregati non solo sulla base della sede fisica del seggio, ma a partire dalla residenza degli elettori.

Basta muovere il mouse sull’infografica per visualizzare o isolare i dati d’interesse.

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Il voto a Potenza, quartiere per quartiere | INFOGRAFICHE /voto-comunali-potenza-quartieri/ Sun, 02 Jun 2019 21:41:36 +0000 /?p=5743 L’analisi del voto in una piccola città spiega dinamiche locali che spesso vanno oltre lo scenario dello schieramento politico. Succede anche a Potenza, reduce dallo spoglio del primo turno delle amministrative (sfida a cinque tra Marco Falconeri del M5S, Valerio Tramutoli di Basilicata Possibile, Bianca Andretta per il centrosinistra, Mario Guarente per il centrodestra, Giuseppe […]

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L’analisi del voto in una piccola città spiega dinamiche locali che spesso vanno oltre lo scenario dello schieramento politico.

Succede anche a Potenza, reduce dallo spoglio del primo turno delle amministrative (sfida a cinque tra Marco Falconeri del M5S, Valerio Tramutoli di Basilicata Possibile, Bianca Andretta per il centrosinistra, Mario Guarente per il centrodestra, Giuseppe Ferraro con la civica Potenza nel cuore) e pronta ad affrontare il ballottaggio tra Tramutoli (coalizione al 20,19% e candidato sindaco al 27,41%) e Guarente (coalizione al 50,21% e candidato sindaco al 44,73%).

Come ha votato la città di Potenza volendo osservare la risposta politica dei vari quartieri?
Il dato più evidente è la sostanziale omogeneità con cui la coalizione di centrodestra e il suo candidato sindaco Guarente, al netto del voto disgiunto, hanno ottenuto più voti in tutte le zone del capoluogo.

Emerge poi una certa omogeneità del voto disgiunto tra vari quartieri a favore di Tramutoli: ciò che cambia è la provenienza del disgiunto, “sottratto” più al centrodestra o al centrosinistra in misura variabile nelle diverse aree della città.

Ma per andare davvero a fondo del voto cittadino, spingendosi nella geografia elettorale, bisogna partire dalla consapevolezza che in un’elezione amministrativa, soprattutto in una città delle dimensioni di Potenza, può bastare anche un solo candidato consigliere molto conosciuto e sostenuto nel quartiere di residenza per imporre l’andamento del voto in una zona specifica.

Tuttavia, leggere i dati del voto potentino con uno sguardo alla dimensione sociale e urbana permette di dire alcune cose.

Innanzitutto che la città di Potenza è profondamente cambiata negli ultimi anni: ha subito il calo demografico e la crisi economica, ma ha anche cominciato ad adeguarsi profondamente ai ritmi quotidiani delle vite contemporanee nella distinzione tra i luoghi da vivere e quelli da abitare.

La distanza tra centro e periferia, almeno nell’anello urbano, non è più prettamente di tipo sociale.

I nuovi nuclei familiari – professionisti, impiegati, insegnanti – si distribuiscono ormai tra quartieri relativamente recenti come Poggio Tre Galli e Macchia Romana e le nuove zone di espansione come via dei Molinari o via Cavour. Forse sono proprio le aree a ridosso del centro storico a pagare più di altre l’invecchiamento della popolazione.

La piccola città di Macchia Romana

Macchia Romana è il quartiere più popoloso dell’area urbana: circa cinquemila abitanti, molto differenti per reddito, età, nuclei familiare di riferimento, grado di istruzione. Rione né popolare né borghese, quasi una piccola città nella città. Qui il centrodestra esce dal primo turno con netta predominanza (le sei liste di Guarente doppiano quelle del centrosinistra e della coalizione di Basilicata Possibile), mentre emerge una sostanziale parità tra la coalizione di Andretta e quella di Tramutoli (entrambe sotto i mille voti con le liste, a differenza del voto sui candidati sindaco che premia nettamente il secondo).

La risposta nel centro storico

Il centro storico è una delle aree di Potenza dove il voto disgiunto ha avuto molto peso. Nell’accorpamento delle sezioni elettorali, rientrano in questa analisi anche gli abitanti di Borgo San Rocco e delle nuove strutture di via Cavour. Questa è l’area dove, più che altrove, il voto disgiunto ha premiato Tramutoli: è interessante, però, osservare come dei 437 voti con cui il candidato sindaco di Basilicata Possibile supera le proprie liste, 238 siano stati sottratti a Guarente (è questo il delta tra il candidato guida del centrodestra e la coalizione che totalizza poco più di 2.000 voti nel centro storico) e poco più di 140 a Bianca Andretta (che per questa quantità di voti non totalizza quanto la coalizione di centrosinistra). Anche Marco Falconeri, che guidava il M5S ha raccolto più voti della lista: circa una quarantina.

«Si vince nelle contrade»

Caso a parte è quello rappresentato dalle contrade. Chiunque si affacci all’amministrazione di Potenza fa presto i conti con uno dei tratti identitari del capoluogo lucano: un’estensione che quasi non si percepisce dall’esterno ed è difficile da governare. Ad ogni elezione, il refrain recita: chi vince, vince nelle contrade. In parte è vero, per i numeri della popolazione e per la rete solidale che accomuna ancora la popolazione residente. Ci sono contrade che sono fisicamente più vicine ad altri Comuni dell’hinterland, in cui si fa fatica a sentirsi parte della stessa città. Ecco, è lì che il segnale di protesta e l’indicazione politica al primo turno appaiono difficilmente reversibili. Da San Luca Branca a Lavangone, da Giuliano a Giarrossa, passando per tutta la zona Est di Potenza, la coalizione di centrodestra si è imposta con uno scarto di voti che in alcuni casi arriva al 300% in più del risultato ottenuto dagli avversari.

Anche a Bucaletto, rione più volte oggetto dello scontro pubblico in questa campagna elettorale, il voto ha premiato il centrodestra in modo netto. E proprio nelle zone dove il centrodestra si è imposto con un distacco importante il voto disgiunto su Guarente tende a essere meno significativo.

I rioni popolari

Rione Lucania, per chi vive la città di Potenza, è un quartiere simbolo: un microcosmo che vive il disagio e, contemporaneamente, un contesto umano di un rione popolare che ancora vive la dimensione del quartiere. Nel quartiere praticamente privo di edilizia privata, la chiesa, le associazioni e la farmacia ancora sono i principali punti di riferimento. In queste elezioni amministrative il valore elettorale di rione Lucania è fortemente simbolico: sede della farmacia di Carlo Trerotola, ex candidato governatore del centrosinistra, e casa di Guarente. Guarente ha vinto la sfida in termini assoluti (982 voti al candidato sindaco, 1.028 alla coalizione), ma è di nuovo Tramutoli a guadagnare sul voto disgiunto: 568 voti al candidato sindaco, 399 alla coalizione). La scena si replica anche nell’altro quartiere popolare, Cocuzzo.

Nelle infografiche interattive in basso è possibile osservare in dettaglio cifre, cambiamenti e spostamenti del voto, così come la città l’ha affrontato quartiere per quartiere.

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La corsa a piazza Matteotti +++ live +++ /la-corsa-a-piazza-matteotti-live/ Mon, 27 May 2019 17:40:40 +0000 /?p=5737 Chi sarà il sindaco di PotenzaInfogram

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Diamo i numeri su Potenza /diamo-i-numeri-su-potenza/ Mon, 27 May 2019 13:52:01 +0000 /?p=5733 Qui i risultati restrospettivi del voto a Potenza dal 2013 a oggi (e= europee; p=politiche; c= comunali; r=regionali) Naturalmente con tutte le semplificazioni e le cautele del caso Potenza al votoInfogram

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Qui i risultati restrospettivi del voto a Potenza dal 2013 a oggi

(e= europee; p=politiche; c= comunali; r=regionali)

Naturalmente con tutte le semplificazioni e le cautele del caso

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La presentazione delle liste per le comunali a Potenza, in 5 scatti /liste-comunali-potenza/ /liste-comunali-potenza/#comments Sun, 28 Apr 2019 09:33:10 +0000 /?p=5717 La giornata conclusiva della presentazione delle liste per le comunali di Potenza riassunta in cinque fotografie. Allo scadere  del termine per la consegna, in corsa nel capoluogo ci sono cinque candidati sindaco (Bianca Andretta per il centrosinistra, Mario Guarente per il centrodestra, Valerio Tramutoli con ambienti civici e di sinistra, Marco Falconeri per il Movimento […]

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La giornata conclusiva della presentazione delle liste per le comunali di Potenza riassunta in cinque fotografie.

Allo scadere  del termine per la consegna, in corsa nel capoluogo ci sono cinque candidati sindaco (Bianca Andretta per il centrosinistra, Mario Guarente per il centrodestra, Valerio Tramutoli con ambienti civici e di sinistra, Marco Falconeri per il Movimento 5 Stelle, Giuseppe Ferraro con la lista Potenza nel cuore) e 14 liste in tutto.

La presentazione delle liste per le comunali a Potenza, in 5 scatti
Tutta la stampa locale pronta a immortalare i candidati sindaco dopo la presentazione delle liste: alcuni di quegli scatti saranno ripescati dall’archivio tra un mese e “messi in pagina” al termine dello scrutinio.
La presentazione delle liste per le comunali a Potenza, in 5 scatti
Mario Guarente, candidato sindaco del centrodestra, e Bianca Andretta, candidata sindaca della coalizione di centrosinistra, hanno condiviso in aula l’esperienza consiliare 2014-2019.
La presentazione delle liste per le comunali a Potenza, in 5 scatti
Mario Guarente, candidato sindaco del centrodestra, e Francesco Fanelli, consigliere regionale da poco più di settemila voti, sono i due uomini su cui la Lega punta anche per far crescere il partito a Potenza.
La presentazione delle liste per le comunali a Potenza, in 5 scatti
Il sindaco uscente Dario De Luca ha scambiato due chiacchiere con l’assessore uscente Rocco Coviello (candidato con Lega dopo la frattura con Fratelli d’Italia, proprio a causa dell’esperienza governativa con De Luca) e il senatore leghista Pasquale Pepe, che nei primi mesi dell’amministrazione De Luca ha avuto la delega all’Ambiente, proprio quella che sarebbe stata presa in carico da Coviello.
La presentazione delle liste per le comunali a Potenza, in 5 scatti
Valerio Tramutoli, candidato sindaco con due liste civiche di impegno popolare e orientamento a sinistra, è il nome che potrà catalizzare il voto della sinistra e dei delusi del “campo largo” promosso dal PD.
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Il voto delle regionali a Potenza, quartiere per quartiere /elezioni-basilicata-potenza-voto/ Tue, 26 Mar 2019 00:26:39 +0000 /?p=5656 L’osservazione dei risultati elettorali da una prospettiva locale riesce sempre a restituire fatti e contesti che lo sguardo nazionale non potrebbe cogliere. L’analisi dei risultati elettorali delle regionali del 24 marzo spiega, per esempio, quanto sia cambiata la città di Potenza. E non solo perché, seguendo l’andamento generale, anche il capoluogo lucano ha smesso di […]

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L’osservazione dei risultati elettorali da una prospettiva locale riesce sempre a restituire fatti e contesti che lo sguardo nazionale non potrebbe cogliere.

L’analisi dei risultati elettorali delle regionali del 24 marzo spiega, per esempio, quanto sia cambiata la città di Potenza.

E non solo perché, seguendo l’andamento generale, anche il capoluogo lucano ha smesso di essere un fortino del centrosinistra, consegnando il miglior risultato di coalizione al centrodestra guidato da Vito Bardi (44,50%).

Il primo partito in città resta il M5S con il 19,54% dei voti al candidato presidente – potentino, giocava in casa – Antonio Mattia.

Carlo Trerotola, candidato del centrosinistra e, soprattutto, imprenditore potentino stimato e conosciuto in città, si è fermato al 30,67%: in una elezione regionale che si è rivelata molto più politica di quanto ci si aspettasse, la caratteristica del volto pulito, della brava persona, non poteva essere sufficiente. Esce sconfitto anche a rione Lucania, dove ha sede la farmacia che dirige e che è un punto di riferimento fondamentale per gli abitanti.

La Lega, nel frattempo, con il 17,54% ha messo l’ipoteca sull’eventualità che spetti alla squadra di Matteo Salvini indicare il prossimo candidato sindaco della città di Potenza, per le elezioni del prossimo 26 maggio.

E sicuramente alle amministrative di maggio ora può pensare di proporsi quella sinistra ecologista che, con il 9,24% di Valerio Tramutoli ha determinato il vero voto di opinione del voto regionale nel capoluogo.

Fin qui il quadro generale. Ma è l’analisi del voto sezione per sezione che rivela qualche informazione ulteriore.

La prima, la più importante, riguarda l’identità di Potenza che non è più la città della classe borghese, dove il terziario istituzionale (uffici pubblici e sanità) determina il livello di benessere delle famiglie e, dunque, incide nella costruzione della  filiera del potere.

Potenza non è più neanche la città di un centro storico abbiente contrapposto ai rioni più popolari. In generale, non c’è grande differenza tra i risultati elettorali delle sezioni del centro storico e quelli raccolti in periferia.

La conformazione della città è cambiata.

Nelle zone più nuove che hanno ospitato l’espansione della città tra gli anni 80 e 90 – come Macchia Romana, Poggio 3 Galli e Zona G – i costi delle case sono crollati: l’elettorato qui è composto da famiglie normali, impiegati, operai, insegnanti.

Le contrade di Potenza fanno dato a sè. Dislocate e lontanissime, hanno per decenni ospitato micromondi familiari, piccole città nella città, dove ci si conosce tutti e la relazione con gli amministratori si sviluppava soprattutto attorno ai servizi essenziali e ai collegamenti. Oggi il disagio ha a che fare con il lavoro che manca sia per i genitori sia per i figli.

Anche il voto dei quartieri considerati più periferici, dove il disagio sociale è storicamente più alto, non dice cose diverse: è stato un voto politico, tra protesta locale e sentimento nazionale.

Le infografiche qui in basso servono a curiosare nel voto di Potenza, quartiere per quartiere. Con alcune doverose premesse.

L’aggregazione delle sezioni non è perfetta dal punto di vista teorico, anche perché i residenti di  alcune aree della città, per mancanza di strutture idonee, devono spostarsi presso i seggi dei quartieri vicini.

I dati pubblicati potrebbero subire variazioni, seppur minime, in seguito a eventuali riconteggi.

Le aree urbane sono state raggruppate per macrozone: centro, zona a ridosso del centro (rione Italia + rione Francioso), quartieri più popolari (Bucaletto, Cocuzzo/Serpentone, rione Lucania, rione Risorgimento/Santa Maria), le contrade, le grandi zone non più esclusivamente residenziali (Poggio 3 Galli, Zona G, Malvaccaro, Macchia Romana).

 

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È cambiata la macchina organizzativa delle regionali /macchina-organizzativa-elezioni-basilicata/ Sat, 23 Mar 2019 05:58:41 +0000 /?p=5632 Queste elezioni regionali sono le prime in cui è cambiato tutto (o quasi) nella macchina organizzativa che gestisce, controlla, vidima, supervisiona. Lo ha stabilito la legge regionale della n° 20 del 20 agosto 2018, cioè la nuova elegge elettorale della Regione Basilicata, che ha spostato sotto la responsabilità locale «la gestione di tutte le complesse […]

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Queste elezioni regionali sono le prime in cui è cambiato tutto (o quasi) nella macchina organizzativa che gestisce, controlla, vidima, supervisiona.

Lo ha stabilito la legge regionale della n° 20 del 20 agosto 2018, cioè la nuova elegge elettorale della Regione Basilicata, che ha spostato sotto la responsabilità locale «la gestione di tutte le complesse e numerose procedure elettorali, ivi compresa l’elaborazione ex novo del materiale necessario allo svolgimento delle operazioni elettorali, da stampare e distribuire in tempi certi e non differibili e con assolute garanzie di sicurezza.»

Per affrontare il cambiamento, già nello scorso autunno, la Regione Basilicata ha attivato un’intesa per la collaborazione con il Ministero degli Interni e le Prefetture di Potenza e Matera, mettendo in piedi una squadra tecnica dedicata proprio ad affrontare l’appuntamento.

Toccano, dunque, alla Regione Basilicata anche le operazioni “pratiche” come la grafica delle schede, la loro stampa, il trasporto nei vari comuni.

Anche se, almeno per quest’anno, vista la novità, la Regione Basilicata ha attivato alcune convenzioni con l’Istituto Poligrafico dello Stato e con il Ministero degli Interni su servizi delicati come la composizione delle schede elettorali o la piattaforma informatica che dovrà raccogliere ed elaborare i dati.

La spesa, però, è in carico alla Regione Basilicata che per le elezioni – tutto, ma proprio tutto il pacchetto – ha stanziato più di 2 milioni di euro.

Tra le operazioni “nuove” per l’ente regionale c’è stata, per esempio, la stesura del manuale delle istruzioni per la presentazione delle candidature e quello per la valutazione del voto in sede di scrutinio.

Raccolti i dati nelle varie sezioni, però, tutto il materiale – i pacchi sigillati pieni di schede e dei vari registri – saranno comunque portati presso l’Ufficio centrale Circoscrizionale costituito presso i Tribunali di Potenza e Matera (la Basilicata è divisa elettoralmente in due circoscrizioni) e l’Ufficio Centrale Regionale per le elezioni regionali presso la Corte d’Appello.

Tutte le informazioni – dai fac-simile delle schede elettorali fino allo schema con regole per il calcolo degli eletti – sono su un sito dedicato (qui: elezioni regionali 2019) a cui si accede direttamente anche dal sito del Ministero degli interni (qui: eligendo).

Sullo spazio online creato dalla Regione Basilicata è possibile anche spulciare con facilità, scorrendo in basso la pagina, curricula e certificato penale di tutti i candidati.

Tra i materiali preparati in sede locale, ci sono due video realizzati dalla struttura del Consiglio regionale dedicati a come si vota e alle procedure per accedere al voto domiciliare assistito.

Nel palazzo della Regione Basilicata è stata inoltre allestita la sala stampa: durante la lunga maratona dello spoglio, gli oltre cento giornalisti accreditati faranno base in viale Verrastro e non più nelle stanze della Prefettura.

Un cambiamento riguarda anche la raccolta dei voti: la piattaforma che verrà utilizzata è sempre collegata al Ministero degli Interni, ma è stata completamene rinnovata per adeguare la raccolta dati alla nuova legge.

Dalle 23.00 di domenica 24 marzo 2019, a seggi chiusi, cominceranno l’attesa e il continuo aggiornamento della pagina online.

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Il silenzio elettorale, oggi /basilicata-silenzio-elettorale/ Sat, 23 Mar 2019 05:58:02 +0000 /?p=5641 Ci sono alcune regole legate all’appuntamento elettorale che erano state pensate con un preciso e importante ruolo di tutela della libertà del voto. Oggi, in una società profondamente cambiata nelle abitudini e negli strumenti, alcune di quelle regole appaiono superate e, spesso, incoerenti. Quella su cui da tempo ormai ci si interroga puntualmente a ogni […]

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Ci sono alcune regole legate all’appuntamento elettorale che erano state pensate con un preciso e importante ruolo di tutela della libertà del voto.

Oggi, in una società profondamente cambiata nelle abitudini e negli strumenti, alcune di quelle regole appaiono superate e, spesso, incoerenti.

Quella su cui da tempo ormai ci si interroga puntualmente a ogni appuntamento elettorale è dedicata al silenzio elettorale nel giorno che precede il voto.

Tecnicamente, «viene sospesa ogni forma di propaganda elettorale.» Ma pensare di silenziare la campagna elettorale – il dibattito politico non è, del resto, ormai una campagna elettorale perenne? – sulle piattaforme online che popoliamo delle nostre vite è praticamente impossibile.

Nella giornata che precede il voto, c’è il divieto di comizi, riunioni di propaganda elettorale diretta in luoghi pubblici o aperti al pubblico, affissione di stampati, di giornali murali o altri, e di manifesti di propaganda elettorale, trasmissioni radio-televisive di propaganda elettorale.

Nel giorno della votazione è vietata qualsiasi forma di propaganda elettorale nel raggio di duecento metri dall’ingresso dei seggi (come dice l’art. 9 della legge n° 212/56, poi modificato dall’art. 8 della legge 130/1975).

Ma whatsapp è a portata di tasca nello smartphone!

Ci sono altre regole e abitudini ancora normate che, a pensarci oggi, viene quasi da sorridere.

Basta scorrere i verbali delle riunioni organizzative che i vari rappresentanti delle liste hanno ratificato al via della campagna elettorale per scoprire, se ce ne fosse bisogno, che le nostre abitudini e le pratiche quotidiane del nostro vivere civile sono molto diverse da quelle normate dalla prassi elettorale.

Per esempio, «durante il periodo di propaganda elettorale, l’esposizione dei giornali quotidiani o di altri periodici è consentita solo nelle bacheche poste in luogo pubblico e regolarmente autorizzate.»

Inoltre «è vietata qualsiasi forma di propaganda luminosa sia a carattere fisso che mobile».

In realtà è vietato anche il lancio o il getto, in luogo pubblico o aperto al pubblico, di volantini di propaganda. Come quelli che qualche decennio fa rincorrevamo in spiaggia e scambiavamo come figurine.

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