Tornano al livello del 2000 le esportazioni lucane: 1.011 con 1.093 milioni di 14 anni fa!
Il 2012 è il sesto anno consecutivo con il segno meno. Rispetto al già nefasto 2012 si è perso un altro 12,35% di export.
Mai una serie così pessima dal 1991, cioè da quando si hanno i dati regionali disponibili.
Tanto per fare un paragone l’Italia ha avuto una flessione dello 0,1%, il sud continentale del 4,1%. La Basilicata ha fatto tre volte peggio.
Potenza con -15,1% è al quarto posto della classifica dell’export. Ovviamente letta dalla fine.
Va male – e si poteva intuire – l’auto, giù del 22,3% rispetto al 2012, da 621 a 484 milioni (giusto per confronto le auto rilanciano l’export del Piemonte).
Affonda il food: -23,1% da 34,5 milioni del 2012 a 26,5 del 2013, con una performance particolarmente negativa dei prodotti da forno.
Male anche due settori storici come la chimica (-29%) e la plastica (-10%). Affondano le apparecchiature per le tlc: – 45,81% (da 37 a 20 milioni)
Resiste il tessile-abbigliamento (0,5%).
Inverte in trend i salotti: il 2012 sembra davvero sia stato l’anno del fondo, nel 2013 torna il segno più: da 47 a 53 milioni di euro.
Cresce anche l’export del petrolio a 165 milioni di euro: forse è arrivato il momento di candidarsi all’adesione all’Opec. Ci si può rivolgere al segretario generale dell’organizzazione Abdalla Salem El-Badri.
Se la ripresa dell’Italia nel 2014 sarà trainata dalla domanda estera, la Basilicata……






